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donna, 35 anni (qualche anno fa...)
solare, incostante, vivace e un po isterica!
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- UNA VITA PREZIOSA -
"Ma voi dovete stringere i denti e mantenere una fede più forte che mai.
Siate coraggiosi come Nichiren quando affrontò Hei-no Saemon-no-jo e parlò davanti a lui. Sebbene non seguissero la strada per la Buddità, i figli del signore di Wada e del governatore di Wakasa, come pure i guerrieri agli ordini di Masakado e Sadato, combatterono fino alla morte per difendere il proprio onore.
Tutti devono morire, anche se non accade alcuna disgrazia.
Perciò non dovete mai essere codardi o vi renderete ridicoli"...
dal gosho: "Lettera ai fratelli"
- INFORMAZIONE -
In quanto a quotidiani e alle varie tipologie di informazione che ne discendono, credo di avere le idee chiare su parecchie testate. Li conosco da vicino un pò tutti, concedendomi spesso del tempo la sera davanti al caminetto. Un quotidiano oggi e domani un altro, una sera una testata di grande tradizione e un'altra con una nuova smilza edizione, sto cominciando a verificare tipologia e qualità dell'informazione italiana.
Repubblica con solo un 1,20 offre pagine e pagine, tante ma tante, di notizie, approfondimenti e contributi vari. Quantità a parte, tuttavia c'è da dire che non arde al meglio. Cioè non rende quanto dovrebbero tutte quelle pagine. Sistemo la legna, quindi ci metto sotto la carta per far partire un bel fuoco serale che fa tanto romantico... ma niente, in un attimo la carta svanisce. Va tutto in fumo in men che non si dica.
Il cordellaserva è appena piu lento, piu riflessivo, e pur apprezzando il formato tradizionale, quindi più grande (cioè più carta) constato che se la legna non è particolarmente collaborativa, non se ne fa niente. Tanto fumo, colori tendenti al verde esalano dalla fiamma che però subito si spegne.
Spostandosi più a sinistra si innesca una dura partita ideologica con alcuni fogli, poche pagine per un'informazione decisamente senza peli sulla lingua, dal linguaggio un tantino retrò che fa tanto politburo. Pochi fogli dicevo che a contatto con la fiamma che li accende innesacano arabeschi fiabeschi, colori caldi dal verde al blu, che per giunta si prendono tutto il tempo di bruciare lentamente. Si ha il tempo di immaginare il grande falò che da li a poco animerà una serata qualsiasi di due stanchi genitori sfiniti dai vari tentativi, anche essi andati in fumo, da parte della piccola Violetta di mettere i suoi primi dentini. Si ha il tempo di fantasticare, rinnovare propositi, e coccolarsi.... ma il fuoco, niente, quelle pagine svaniscono così, mi viene da parafrasare un gran bel film, dicevo svaniscono così come lacrime nella pioggia. Quelle dei lettori.
La testata "verde" non è mai entrata in casa mia -almeno per mano mia - assolutamente no, quindi non posso dire.
I vari fogli, riformisti, europeisti, progressisti centristi vari non credo siano di carta, bensì sottili veline delicate quanto pelosamente pignole che possono contruibuire a qualcosa, non si sa di preciso cosa, ma non da soli. Decisamente non da soli. Se ne vanno in fumo richiudendosi su se stessi, si accartocciano come vecchie zitelle attempate e stanche.
Il fatto quotidiano, quello nuovo, il nuovo miracolo italiano alias la gazzetta delle procure è praticamente impossibile utilizzarlo. Le pagine non servono. Le osservo, ne pesco una, e i titoloni mi saltano negli occhi, sento subito l'ansia che galoppa, pur non volendo riesco il piu delle volte a leggere qualche riga di un articolo a caso, ritrovo in breve la poltiglia peggiore della politica italiana: tutta dettagliata nei minimi particolari. Per cui niente, faccio a pezzi le pagine e le getto nel rogo con nervosismo galoppante e pure loro niente, in breve, nervosamente, ondeggiando rampanti se ne vanno su per il camino, in fumo.
Le riviste le lasciamo perdere a priori che la carta patinata è decisamente poco adatta allo scopo.
Semmai dal parrucchiere.
La rivista parrocchiale locale invece, seppur non serva a fornire alcuna informazione di rilevo, assolve alla funzione desiderata. Poche pagnine si, ma di uno spessore davvero apprezzabile. Croste, non pagine, che ardono di luce propria, pesanti, bruciano lentamente e innescano il miracolo colorando di rosso la legna che inizia il suo duro lavoro serale. Dopo pochi minuti di raccoglimento il camino è illuminato da un falò di tutto rispetto, qualche scoppiettìo, fiamme che si innalzano quasi volessero raggiungere l'infinito che ci sovrasta.
Ecco che ci rilassiamo, godendoci una serata casalinga come tante, praticamente tutte ultimamente, davanti al camino a ciucciare cioccolatini al cioccolato fondente, bestemmiare contro le varie voci di un talk show in cui gli ospiti si azzuffano con grande puntiglio ed energia e con la gatta che si prende il posto migliore.
- GNENTE -
Forse è l'inverno, il freddo, l'umidità.
Forse è che mi sento tanto casalinga frustrata immersa nei soliti problemi banali del quotidiano.
Forse è che lui non mi considera più donna, bensì mamma, e non solo di Violetta.
Forse è che sono in quella fase in cui sento il bisogno di fare anche qualcosa di diverso oltre che cucinare e cambiare pannolini ma mi sento in colpa ad affidare ad altri Violetta semplicemente per uscire da sola.
Forse è che ho gli ormoni in subbuglio costante, ormai usciti da gravidanza e puerperio.
Forse è che la famiglia mi da al cazzo.
Forse è che non mi va di risolvere come molti fanno facendomi l'amante.
Forse è che si avvicina Natale e mi immalinconisce.
Forse è che percepisco le mie insoddisfazioni come cause perse.
Forse è che sono a dieta e magari tutto sto nervosismo è dovuto ad un banale calo degli zuccheri.
Forse è che sono stanca.
Forse è che mi sento umiliata.
Forse è che sono convinta, sotto sotto, che non cambiarà niente.
Forse è che tutto questo nervosismo si accumula perchè lo metto da parte senza dargli sfogo, ingoiata dagli impegni quotidiani.
Forse è che non posso pensare di essere invincibile, di sistemare le cose come le voglio io, sempre.
Forse è che sono presuntuosa.
Forse è che vorrei potermi affidare invece che fare quella forte che sa sempre cosa fare.
Forse è che sono certa che non ci sto dentro e che non mi posso imporre qualcosa che non mi sfagiola.
Forse è il ciclo a rendermi pessimista.
Forse mi passa.
Forse no.
Gnente.
- AMAREZZE -
I pensieri amari stamattina si sono mescolati ai colori caldi e languidi dell'autunno. Alberi, campi, cespugli e soprattutto foglie a fare da tappeto lungo le strade e i marciapedi.
Sono arrabbiata.
Riesco a ostentare un certo aplomb, a pensare ad altro, ma la rabbia resta dentro. Ho messo autamaticamente tutto in stand-by. Per la serie ci penserò domani. Ma domani era l'altro ieri.
Non so se dare credito alla vocina che mi ricorda che sono una persona di valore o all'altra che frettolosamente vorrebbe metterci la famosa pezza.
Vacca rana.
- SFUMATURE D'AUTUNNO -

- CANTANDO ALLEGRAMENTE -
La sera a letto la mente va fantasticando liberamente. E' così che sono riuscita a crearmi un angolo tutto mio in un periodo della mia vita in cui il tempo libero per coltivare interessi e passioni personali si è annullato.
Ieri sera pensavo a quando in auto mia madre cantava sorridente, così mi sono accorta che anche io con Viola faccio la stessa cosa: lei sta seduta nel seggiolino sul sedile posteriore e io la guardo attraverso lo specchietto retrovisore e canto. Lei ride. Ricordo che già intorno ai dieci anni sapevo a memoria le canzoni "dei suoi tempi", come le definiva mia madre.
Stanotte sorridevo pensando che probabilmente pure Violetta canterà vecchie canzoni insieme a me, mentre andiamo a zonzo in auto. Stamattina, mentre la portavo dai nonni, sono tornata a quei pensieri della sera prima avendo beccato facendo zapping selvaggio sull'autoradio una canzone che non sentivo da secoli. Ho alzato il volume e iniziato a cantare: Viola mi ha guardata un po dubbiosa poi, come sempre, sorrideva divertita.
"E' inutile suonare qui non vi aprirà nessuno...
il mondo l'abbiam chiuso fuori con il suo casinoooo...
una bugia con i tuoi
il frigo pieno e poi
un calcio alla tv
solo io
solo tuuuuu
soliiiii
la pelle come un vestitoooo
....."
Quando vivo momenti come questo sento vivissima quella linera, quel filo, quel legame di sangue e mi sento tramite da mia madre a Viola. In questi momenti sento davvero che nulla può finire e che il cuore è sempre vivo, come ho sentito viva e presente mia madre. Matrilineare.
- START UP -
E' davvero carino da parte di bersani mettere una buona parola per la tradizione cattolica che dice lui "non può essere offensiva per nessuno".
E' sempre pieno di laici l'anfiteatro della politica italiana, poi in concreto...beh, è la tradizione.
Ma non erano partiti sti democratici?
- DOMANDA -
Un bravo politico è tale solo se non va a trans, se non ha perversioni, se non ha debolezze private?
- ELUCUBRAZIONI -
Stavo pensando... non sarà il caso che io decida di cambiare il titolo del blog? Pensieri di una donna...mah... veramente ormai riesco a dormire comodamente seduta in poltrona fingendo di guardare la tv. "Queste sono le serate.
Direi che "pensieri di una nonna" potrebbe andare meglio.
A parte allattare, cucinare, riassettare, lavare e stirare, fare la spesa, accudire Violetta e tutte le varie ed eventuali casalinghe (oltre al lavoro in ufficio)...beh, di donna non c'è altro!
Mi viene in mente una barzelletta:
moglie: caro...ehm... vorrei fare qualcosa...ehm....che mi faccia sentire donna.
marito: si, dai, vai a fare il caffè.
- STANDING OVATION -
Adoro i pomeriggi di pioggia in casa trascorsi con il sottofondo di una radio con la R maiuscola: Rai Radio 3.